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Roccascalegna è un comune italiano di 1.251 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. È uno degli undici comuni membri della Comunità montana Aventino-Medio Sangro. Il borgo di Roccascalegna è dominato da un castello posto sulla cima di una sporgenza rocciosa, in posizione dominante sull’abitato, ha fondazione molto antica e subì numerose aggiunte fra il Cinquecento e il Seicento.

Il Castello di Roccascalegna nel cuore dell’Abruzzo

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Dopo i restauri compiuti negli ultimi anni del Novecento, il castello è di nuovo visitabile. L’ingresso al castello avviene mediante una scalinata ed è possibile passare da una torre all’altra percorrendo altre rampe di scale scavate nella pietra: così è possibile visitare la Torre del Cuore, chiamata così per un bassorilievo scultoreo a forma di cuore; la Torre del Carcere che portava alle segrete del castello e che incute terrore solo a guardarla; la Torre del forno dove si cucinava il pane e la Torre di Guardia che domina il territorio e che offre una vista spettacolare ai visitatori.

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Intorno al cortile sono disposti diversi locali tutti accessibili, a cominciare dalla stanza delle Armi, dove si trova un lanciafiamme bizantino pezzo unico mai realizzato prima in Europa, una macchina in grado di lanciare a distanza il famoso “fuoco greco”, una miscela altamente infiammabile che fu per secoli l’arma segreta dei Bizantini.

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Nella stanza degli strumenti di tortura, sono stati sistemati alcuni degli arnesi usati nel medioevo per estorcere confessioni.

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sgabello-torturaUna leggenda del castello riguarda l’applicazione della norma del cosiddetto Jus primæ noctis; secondo questa leggenda il barone del castello, Corvo de Corvis, nel 1646 pretese di far valere questa norma, la quale obbligava tutte le donne del paese a passare la prima notte di nozze con lui, anziché con il consorte con le quali erano appena convolate a nozze. La leggenda afferma che l’ultima sposa novella, o il legittimo consorte travestito con le sue vesti, salito alla rocca per la consumazione prevista, abbia invece accoltellato il barone; sembra inoltre che quest’ultimo, mentre moriva, abbia anche lasciato su una roccia l’impronta indelebile della sua mano insanguinata. Infatti secondo dicerie, questa impronta (che risultò ben visibile dopo i crolli del 1940), ricomparirebbe di continuo, nonostante tutte le volte che sia stata lavata via.

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Sullo sperone roccioso si inalza, l’ex chiesa parocchiale Di S. Pietro Apostolo, edificata nel XIII Secolo venne più volte ampliata; oggi si presente con uno spazio a tre navate plasmato dalla luce ed una facciata semplice e luminosa affiancata da un campanile dai caldi toni della pietra locale.

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Parrocchiale dal 1935 la chiesa dedicata ai Santi Cosma e Damiano conserva le reliquie dei patroni del paese, numerose opere d’arte sacra ed arredi liturgici; in origine extra moenia, venne raissorbita nell’abitato in seguito all’espansione verso oriente del borgo avvenuta dopo la metà del XVII secolo, periodo in cui si iniziò la realizzazione del palazzo appartenuti ai baroni Croce-Nanni, oggi fortemente rimaneggiato.

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A circa un chilometro dal centro è visibile l’antica chiesa di San Pancrazio, già menzionata come abazia nell’anno 829, oggi completamente restaurata, si presente al visitatore con la sua solenne facciata in pietra a coronamento orizzontale, affiancata dal campanile; si accede nell’interno a due navate, divise da archi ogivali, tramite un sobrio portale archiviato con sovrastante lunetta decorata.

Nel territorio comunale sono venute alla luce numerose testimenianze storicoarcheologiche che vanno dall’età del bronzo, all’epoca longobarda. Di notevole rilevanza naturalistica sono le Gole del torrente Rio Secco all’interno dell’area riconosciuta dall’Unione Europea come sito d’interesse comunitario (SIC).

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La fortezza medievale di Roccascalegna è nota anche per le riprese del film Tales of tales, il racconto dei racconti, l’ultimo film del regista di Gomorra, Matteo Garrone, che parteciperà al prossimo Festival del Cinema di Cannes.

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